Centrale sul torrente Frison la costruzione slitta ancora

Dal Gazzettino del 19 marzo 2020

Centrale sul torrente Frison la costruzione slitta ancora

Santo Stefano –  Ventiquattro mesi aggiuntivi per costruire e mettere in funzione la centrale idroelettrica sul torrente Frison, di cui se ne parla ormai da sedici anni. La direzione del settore Acque e Ambiente della Provincia di Belluno ha infatti concesso la proroga richiesta da Bim Infrastrutture Spa per la costruzione e l’esercizio dell’impianto. Il riscontro positivo è però condizionato dall’ottenimento di una nuova autorizzazione paesaggistica del Ministero per i beni e le attività culturali, da trasmettere tempestivamente a Palazzo Piloni. Sul finire del 2015 è stata rilasciata, dalla Regione Veneto al Comune, l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio della centrale, fissando la conclusione dei lavori entro un lustro dalla data della delibera della giunta di Palazzo Balbi, quindi entro la fine di quest’anno. Palazzo Alfarè ha poi affidato alla società Bim Belluno Infrastrutture Spa le attività di realizzazione dell’opera, nonché quelle relative alla futura gestione dell’impianto.

RICHIESTA DI PROROGA
La società bellunese, il 30 dicembre scorso, ha chiesto la proroga della scadenza del termine di durata dei lavori a causa di Vaia, che ha colpito l’area interessata dall’impianto. Le motivazioni addotte si riferiscono alla distruzione della viabilità di accesso alla zona del cantiere, i cui tempi di ripristino sono incerti, tanto che non è possibile prevedere quando i lavori potranno essere effettivamente terminati. Il limite imposto dalla scadenza del titolo abilitativo potrebbe così risultare incompatibile con le tempistiche effettivamente necessarie per concludere l’opera. Successivamente è stato specificato che la richiesta della proroga è legata alla necessità di prolungare la validità del cosiddetto Piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo, prossimo alla scadenza.

LA LUNGA STORIA
In questi tre lustri, dalla presentazione ufficiale del progetto, avvenuta nel maggio del 2004, non sono mancati colpi di scena e vicissitudini, che hanno ridimensionato il progetto originale. Nel 2018, sulla Gazzetta Ufficiale, è stato pubblicato l’esito della gara d’appalto dei lavori per costruire la quarta centrale idroelettrica sul Frison. In base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, a trasformare il piano progettuale in un impianto concreto sarà l’Ati, cioè l’associazione temporanea di imprese, costituita da EdilCostruzioni, Fontana Srl e Tamanini Srl, che ha avuto la meglio tra le sette ditte ammesse all’ultima fase burocratica, a fronte di un importo di aggiudicazione di 2.746.292,28 euro. Dopo sedici anni non esistono, quindi, ancora tempi certi per la prima pietra della centrale, per il cui funzionamento il Comune di Santo Stefano potrà derivare dal torrente al massimo 9,20 moduli, cioè 920 litri di acqua al secondo.
Yvonne Toscani