Centrale sul Ru Franzedas «progetto inaccettabile»

Dal Corriere delle Alpi dell’11 febbraio 21015

Centrale sul Ru Franzedas «Progetto inaccettabile»

ROCCA PIETORE «Quella centralina è inaccettabile». A Rocca Pietore si attendono le risultanze della commissione tecnica riunitasi ieri mattina negli uffici dello Sportello unico del demanio idrico di Belluno per esaminare le osservazioni/opposizioni presentate da enti, associazioni e privati sull’impianto idroelettrico che Alessandro Mardegan e Denis Pastro vorrebbero concretizzare sul Ru Franzedas, in un luogo ai piedi della Sud della Marmolada. A fine agosto si era svolto un sopralluogo che aveva visto la partecipazione di circa 200 persone tutte contrarie al progetto che prevede di collocare l’opera di presa a quota 1775 metri e di rilasciare l’acqua a 1463 metri dopo un tragitto di ben 2,3 chilometri nella conduttura. L’impianto svilupperebbe una potenza di 268,89 kilowatt con inevitabili conseguenze per il torrente per il quale verrebbe garantito un minimo deflusso vitale di 25 litri al secondo. La centralina porterebbe ai privati un introito di 350 mila euro l’anno.
La commissione tecnica di ieri, alla quale hanno preso parte i rappresentanti del dipartimento difesa suolo e foreste, della Sezione bacino idrografico Piave Livenza, della Sezione tutela ambiente e della Sezione geologia e georisorse, è stata il secondo passaggio ufficiale, dopo il sopralluogo di agosto, nell’istruttoria. Tuttavia per sapere quanto è emerso occorrerà attendere qualche giorno, il tempo necessario per redigere il verbale e sottoscriverlo. Il tavolo tecnico doveva ragionare su varie osservazioni/opposizioni emerse ad agosto: il fatto che la centralina sorgerebbe al confine con la zona patrimonio Unesco e nella zona Sic della Marmolada, il fatto che i lavori andrebbero a interessare un percorso storico legato alla Grande Guerra, la riduzione della portata d’acqua che metterebbe a rischio la vita della fauna ittica, l’importanza naturalistica del luogo dove insiste anche un lariceto, tutta una serie di aspetti geologici che secondo molti non sarebbero stati considerati come neppure la questione dei terreni di uso civico. Elementi che ora il Comune di Rocca Pietore sta cercando di mettere assieme. «Abbiamo commissionato uno studio a un professionista – spiega il sindaco, Andrea De Bernardin – sta redigendo una relazione accurata sui molteplici problemi che la centralina creerebbe al turismo e all’ambiente. Noi di questo impianto non vogliamo neanche sentir parlare, perché di tutti quelli che sono stati proposti nel corso degli anni questo è in assoluto quello più scandaloso. È inaccettabile la scelta di andare in una valle come questa per fare uno sbarramento di 17 metri e allargare un sentiero da uno a tre metri con un escavatore».

Gianni Santomaso