Boal Santo, Lamon: in picchiata la produzione di energia

Dal Corriere delle Alpi del 2 Dicembre 2017

Lamon: l’estate siccitosa fa crollare la resa della centralina idroelettrica. L’opposizione chiede se valga la pena affrontare i costi di manutenzione
Boal Santo, in picchiata la produzione di energia

LAMON L’estate siccitosa manda in picchiata la produzione di energia idroelettrica. Rispetto ai 300 mila kilowatt/ora, arrivati fino a 400 mila annui, fino a settembre 2017 la centralina di Boal Santo, ha avuto un crollo di produzione che arriva a malapena a 35 mila K/h. Per un corrispettivo di appena cinquemila euro. Vale la pena di investire in manutenzione della centrale a fronte di un risultato che non ci dà modo di ammortizzare le spese? È stata questa la domanda di Vania Malacarne, sindaco di Lamon per due mandati consecutivi, all’esecutivo di Ornella Noventa. Anche perché, nonostante il bilancio sulle spese correnti sia in pareggio, ci sono 40 mila euro in meno di sovracanoni determinati dal calo di produzione idroelettrica dovuti all’ultima estate siccitosa. Il sovradimensionamento dell’impianto rispetto alla reale portata del Boal Santo, presenta la necessità di scegliere se affrontare un’onerosa manutenzione straordinaria per garantirne il futuro funzionamento.«Ad aumentare le difficoltà, e quindi i costi dell’intervento, è la scomoda collocazione della centralina a pochi metri dal fondovalle del Torrente Senaiga», evidenzia il capogruppo Nicola Pradel.

«Le principali incertezze, più o meno grandi, da mettere nel futuro bilancio sono un appalto di manutenzione straordinaria che blindi il più possibile dagli imprevisti in corso d’opera». Le future manutenzioni ordinarie al momento sono affidate ad una gestione pressoché interna, soprattutto grazie agli operai comunali, evidenzia il capogruppo Pradel. «Considerato che è comunque improponibile una modifica all’impianto, vanno considerati tutti gli aspetti o l’investimento potrebbe rivelarsi un buco nell’acqua». E non è l’unico indice economico negativo. Lo scioglimento del consorzio di industrializzazione di Fonzaso, dovuto anche al fatto che non c’erano richieste di nuovi insediamenti di realtà produttive, ha deposto per una domanda, da parte dell’ex sindaco Vania Malacarne all’attuale esecutivo Noventa: «Che senso ha per Lamon mantenere la quota societaria, se non ci sono manifestazioni di interesse da parte di imprenditori locali o meno?».

A questo ha risposto l’assessore Mariuccia Resenterra: «Non siamo ancora in grado di fare promesse, ma ci sono aziende che stanno portando avanti progetti interessanti per mettere a frutto le potenzialità del bosco e l’attività della pastorizia che è nostra caratteristica peculiare. Non ci sono promesse, ma potrebbero esserci sviluppi interessanti nel campo della cosmesi grazie all’estrazione della lanolina, e anche nel settore del biologico considerato che il nostro territorio è ancora parzialmente incontaminato».

(l.m.)