Sindaco Alleghe: basta centraline

Corriere delle Alpi 2014-12-10,
De Biasi sprona i sindaci: «Basta centraline»

ALLEGHE «Facciamo massa critica contro le centraline private, prima che la vacca sia uscita dalla stalla». Il sindaco di Alleghe, Siro De Biasio, ricorre a una famosa metafora. Lo fa all’indomani di due eventi che hanno interessato le acque del suo comune. Mercoledì scorso si è tenuta in paese una conferenza dei servizi nell’ambito dell’iter per la realizzazione di una centralina sul Cordevole con progetto presentato da una società trevigiana. Il giorno dopo sul Bur regionale è comparsa la notizia che la ditta Hpe srl di Cittadella in data 6 ottobre 2014 ha presentato istanza per ottenere la concessione a sfruttare le acque del torrente Ru de Antersas sempre in comune di Alleghe. Il progetto prevede di prendere l’acqua a quota 1263,40 metri e di rilasciarla nel torrente Zunaia a quota 1056,93 metri dopo che, sfruttando un salto di 204,03 metri, avrà prodotto la potenza nominale media di 142,02 chilowatt. «Questo mi sembra un po’ troppo», ha detto ieri De Biasio in una lettera inviata a tutti i sindaci della provincia, al presidente della Provincia e a quello della Regione. «Faccio appello a tutti i colleghi» ha scritto «affinché si prenda una posizione decisa. È necessario fare massa critica per ciò che riguarda lo sfruttamento dei corsi d’acqua da parte dei privati. È necessaria un’azione comune presso la Regione prima che sia troppo tardi». Solo un paio di settimane fa il consigliere regionale Sergio Reolon aveva bacchettato il sindaco di Taibon, Silvia Tormen. Le aveva infatti ricordato che i sindaci hanno già tutti gli strumenti in mano per poter decidere cosa fare dell’acqua dei propri torrenti, basta che la Provincia, oggi da loro direttamente gestita, eserciti fino in fondo la competenza che ha sul demanio idrico. De Biasio, invece, punta su Venezia. «L’acqua è una risorsa pubblica» dice «un bene comune che deve rimanere tale e quindi anche l’eventuale sfruttamento idroelettrico deve essere pubblico con tutti i crismi. I comuni che hanno realizzato degli impianti propri sanno quale prezioso contributo portino i relativi introiti in termini di supporto al bilancio e in termini di servizi erogati ai nostri cittadini». «Dobbiamo tutti insieme attivarci» conclude «affinché la Regione emani un provvedimento in tal senso, affinché i benefici dello sfruttamento idroelettrico ricadano su tutti i cittadini e non su società private che con gli incentivi pubblici sulle rinnovabili ricavano lauti proventi». (g.san.)