Basta centraline: ora il dito punta contro la politica

Dal Gazzettino del 4 ottobre 2017

IL MALUMORE
Basta centraline: ora il dito punta contro la politica

BELLUNO La protesta sconfina oltre la provincia e fuori dalla Regione. Ma la politica resta muta. La campagna Adesso basta incentivi contro lo sfruttamento idroelettrico dei corsi d’acqua bellunesi conquista cittadini e comitati di tutto il Nord Italia, arrivando a fare presa fino in Valle d’Aosta. Ma dalle stanze dei bottoni non è ancora uscito un solo accenno di vicinanza. «Un silenzio scandaloso, chiaro e assordante – commenta arrabbiato e amareggiato Nico Paulon del Comitato Acqua Bene Comune, promotore dell’iniziativa -. In particolare mi rivolgo al nostro rappresentante bellunese al Governo, l’onorevole Roger De Menech si deve dare una svegliata».

Il messaggio è forte e chiaro e si aggiunge a quello già lanciato in direzione dei palazzi della Capitale da centinaia di cittadini, anche amministratori comunali, che in questi dieci giorni hanno aderito alla campagna scattando foto di sé stessi con la bandiera feticcio dell’iniziativa alla mano. Un successo di adesione oltre le aspettative, ottenuto anche grazie all’appoggio dei bacini di pesca del territorio. Perché l’obiettivo è farsi ascoltare dalla politica e agire per fermare l’approvazione degli incentivi agli impianti dell’idroelettrico, responsabili di tanto accanimento sui corsi d’acqua di montagna. La loro voce i sindaci l’hanno fatta sentire facendo arrivare al Comitato testi di adesione alla campagna e foto, ma chi siede a Roma non ha ancora proferito parola. «De Menech si dice dalla nostra parte ma poi non prende posizione – rincara la dose Paulon – eppure è il referente per noi bellunesi».

Intanto la campagna sta lievitando ben oltre le aspettative. Abitanti di tutto l’arco alpino e perfino dell’Appennino stanno in questi giorni dichiarando la propria vicinanza ai bellunesi e alla sua battaglia con l’intenzione di avviare un movimento simile nei loro territori. Quello che ne deriverà sarà una mega protesta silenziosa, di cui Facebook si farà veicolo, che il Governo non potrà ignorare. «Il problema dello sfruttamento dei fiumi, anche se in forme diverse, c’è in tutto l’arco alpino – spiega ancora Paulon – perciò stiamo cercando di unirci. Stiamo organizzando una grande assemblea con tutti questi gruppi qui a Belluno. Puntiamo a mobilitare più persone possibili per rendere visibile il dissenso».

Nell’occasione si studieranno nuove iniziative di comunicazione e, insieme, si stenderà il testo per un documento da inviare al Governo.
Nel frattempo, qualche giorno fa è partita una nuova petizione sul tema, lanciata da una cittadina, Nerina Piazza, e arrivata già a 760 sostenitori. Il destinatario è il Ministro dell’ambiente Gianluca Galletti.
Alessia Trentin