Cipra: a secco molti fiumi alpini

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Un servizio di informazione della CIPRA – 19.2.2014, N. 2/2014
www.cipra.org/alpmedia

A secco molti fiumi alpini
La Comunità di lavoro delle Federazioni di pesca dei Paesi alpini lancia l’allarme: in molti fiumi alpini non viene rispettato
il deflusso minimo stabilito per legge. E ciò non resta privo di conseguenze – non solo per le piante e gli animali.

La Federazione svizzera di pesca ha contato 400 impianti idroelettrici che rilasciano un deflusso idrico insufficiente. La
situazione è simile in molti altri Paesi alpini: in Sudtirolo grandi società idroelettriche utilizzano scappatoie giuridiche per
ridurre il rilascio del deflusso. In Slovenia spesso tutta l’acqua disponibile viene derivata, approfittando della mancanza di
controlli.

In tutti i Paesi alpini, gli impianti idroelettrici prelevano dai corsi d’acqua quantità d’acqua maggiori di quanto
ecologicamente compatibile. A ciò si aggiunge la pressione esercitata da agricoltura e produzione di neve artificiale. In
un comunicato stampa la Comunità di lavoro delle Federazioni di pesca dei Paesi alpini (ARGEFA) sollecita i Governi
degli Stati alpini a impegnarsi insieme per la protezione dei corsi d’acqua e la conservazione, o il ripristino, di condizioni
che rendano possibile un patrimonio ittico vitale e ricco di specie.

“Per sopravvivere gli esseri umani hanno bisogno di una determinata quantità di sangue, lo stesso vale per fiumi e
torrenti”, dichiara Theo Kindle, membro di ProFisch Alpenrhein ed ex direttore dell’Ufficio per l’ambiente del
Liechtenstein. Più del 50% delle piante e degli animali vivono nell’acqua. La diminuzione del livello dell’acqua provoca la
distruzione di habitat di specie ittiche migratrici, microorganismi e piante. Con conseguenze anche per l’uomo, poiché
non viene più alimentata la falda freatica.

Fonte e ulteriori informazioni:
www.lfvbayern.de/aktuelles-presse (de)