A San Tomaso, a fine mese entra in funzione la centralina comunale

Dal Corriere delle Alpi del 16 febbraio 2020

San Tomaso, a fine mese entra in funzione la centralina comunale

Il sindaco De Val: «Iter lungo per le autorizzazioni Ci garantisce 40-50mila euro» Progetto per rifare un tratto di acquedotto della Val Caldiera

SAN TOMASO. «A fine mese entrerà in funzione la centrale idroelettrica comunale sul Ru de le Notole». Lo annuncia con soddisfazione il sindaco di San Tomaso, Moreno De Val. Si tratta infatti di un momento che lo stesso attendeva da nove anni.

«È stato un iter molto lungo – spiega De Val – a causa delle varie procedure per ottenere tutte le autorizzazioni. Adesso, però, la centralina è realtà e da fine febbraio inizierà a produrre energia idroelettrica, garantendo al Comune un introito di 40-50 mila euro annui al netto dei costi di ammortamento. Il progetto è stato redatto da Bim Infrastrutture che ne ha seguito i lavori e che avrà in capo la gestione. La proprietà dell’opera sarà comunque comunale».

Restando in tema idrico, ci sono altre due novità che riguardano il comune di San Tomaso e in particolar modo la sua rete acquedottistica. Nei mesi scorsi i cittadini delle frazioni di Roi e La Costa (nella parte bassa del comune) avevano protestato per l’acqua “gialla” che, dall’aprile 2019, usciva spesso dai loro rubinetti. Secondo il sindaco per fine aprile il problema potrebbe essere risolto.

«Tre settimane fa – spiega De Val – Bim Gsp ha portato in consiglio di bacino il progetto per il rifacimento del tratto di acquedotto della Val Caldiera che sale da Avoscan. In questa maniera saranno sostituiti i vecchi tubi che rilasciavano sostanze ferrose causa del colore giallastro dell’acqua. Sono state attivate le procedure per le varie autorizzazioni e per l’approdo in conferenza dei servizi. Per fine aprile il cantiere dovrebbe essere ultimato. Nel frattempo rimaniamo in attesa di avere garanzie relativamente all’altro acquedotto, quello di Valdort che, in ogni caso, non verrà smantellato».

Un altro intervento è atteso sull’acquedotto Pecol-Piaia. «Avevamo chiesto un finanziamento con i fondi post-Vaia – dice De Val – e giovedì abbiamo saputo che il lavoro sarà finanziato con l’annualità 2020. Esso consisterà nella realizzazione della strada di accesso all’opera di presa di Revena in modo che Gsp possa poi lavorare sulla stessa. Andremo anche a sostituire 600 metri di acquedotto che da Revena arriva a Mezzarola. Tale strada (un milione e 200 mila euro il costo totale) servirà anche per la pulizia degli schianti della zona Mont-Pian Pezzei-Col Toront. — G.SAN.