I pescatori veri guardiani contro abusivi e centraline

Corriere delle Alpi 26-01-2015,
I pescatori veri guardiani contro abusivi e centraline
FELTRE Con l’ente Provincia e la Regione al momento incapaci di dare risposte certe in tempi brevi _ per la prima volta non è stato fornito il numero delle catture _ il destino dei corsi d’acqua bellunesi sembra quantomai nelle mani dei Bacini di pesca. E il numero 10 ha confermato il suo ruolo nella parte bassa del bellunese con i settecento soci raggiunti nel 2014 (record) e una notevole attività su più fronti, dal controllo sulle violazioni (sette i verbali elevati dalle guardie volontarie) all’opposizione nei confronti di progetti di nuove centraline, che almeno nell’area feltrina sembrano segnare il passo preservando i corsi d’acqua da ulteriori prelievi, fino al disbrigo della burocrazia che non manca mai.Le novità del 2015 sono l’istituzione di cinque nuove zone non kill che abbracciano l’intera area del Bacino, con tabellazione fresca di installazione cui si aggiunge la ritabellazione progressiva di tutte le zone di pesca. Il bilancio consuntivo si chiude con un utile che sfiora i seimila euro: merito degli oltre 54 mila euro di quote associative e per i sedici recuperi di pesce in altrettanti cantieri che hanno fruttato 8.265 euro. Il quadro generale è stato fatto ieri dal presidente Mattia Paoluzzi davanti una sessantina di soci presenti al palaghiaccio.Apertura e chiusura.
A dispetto di quanto annunciato tempo fa le date di apertura e chiusura della stagione di pesca restano fissate all’8 marzo e al 27 settembre. Questo perché una dimenticanza in Regione non ha permesso di applicare le nuove disposizione legislative. Così, la Provincia ha deciso di non toccare le date. Per i pescatori, tutto sommato, cambia poco. Cambia il tesserino che conterrà ora 40 uscite al posto delle 50 fino al 2104. Una decisione alla quale il Bacino 10 si è inutilmente opposta. Chi vorrà fare più uscite si prenderà eventualmente un secondo o un terzo libretto.Bacini e centraline.
Sul versante centraline il Bacino ha incassato due buone notizie: da una parte la Regione ha bocciato l’ipotesi di centralina sul torrente Tegorzo, mentre la centralina sul Caorame è stata affidata al progetto presentato dal Comune di Feltre che da quando si è insediata l’attuale giunta ha detto chiaramente di non essere interessata allo sfruttamento delle acque del Colmeda. Di fatto dovrebbe calare il sipario anche su questa centralina. Viene avanti invece un progetto sul Colmeda in comune di Pedavena, nel tratto proprio nei pressi della Birreria, ma si tratta di un progetto poco impattante che funzionerà con una coclea di una dozzina di metri che sfrutterà il salto di quasi sei metri in corrispondenza di due briglie. Captazione e rilascio dell’acqua avvengono in un tratto limitato di alveo e i pescatori non sono contrari.Il progetto è stato presentato dalla società Gorza Srl, elaborato dallo studio Zollet.Incubatoio e nursery.
Sono due situazioni da definire. La vendita dell’incubatoio di Tomo non è ancora stata perfezionata. La pratica si è bloccata in qualche ufficio del ministero a Roma e l’auspicio è di mettere la firma durante questo anno solare. La nursery sul rio Musil è stata invece un sostanziale fallimento. Doveva garantire un tratto di corso d’acqua dove il novellame depositato avrebbe dovuto poter crescere in tranquillità e invece sono state imposte delle maglie per le griglie attraverso le quali il novellame passa tranquillamente. In più è stato realizzato uno sbarramento che si è eroso con le piene. Insomma, non si può e non si potrà più usare. Marmorata, allarme rosso. La trota del Piave non dovrebbe essere più pescata per preservarla. Il Bacino 10 continua a immettere novellame (24.000 pezzi solo nel 2014) e limita al minimo le catture, ma a quanto pare a fare festa sono i cormorani. Paoluzzi ha chiesto l’autorizzazione per organizzare un corso per i cacciatori sull’abbattimento di questi uccelli. Tra le esigenze di tutelare la marmorata, i cormorani e pure i pescatori, è difficile trovare un punto di equilibrio.Nomadi pescatori.
Sono stati segnalati lungo il rio Musil e pure sul Colmeda. In barba, naturalmente, a ogni tipo di permesso.Pescano tranquillamente senza autorizzazione e in zone dove pure non è possibile trattenere le prede catturate. Paoluzzi ha raccolto la sfida: «Telefonate subito alle nostre guardie volontarie, poi ci penseranno loro». L’anno scorso sono state elevate sette contravvenzioni a pescatori scorretti. Roberto Curto