Borca: Comune e Regola dicono no alla centralina

Corriere delle Alpi 03 03 2015
Borca. Il sindaco Sala e il marigo De Ghetto protestano in Regione contro il progetto sul ru de RassolaComune e Regola dicono no alla centralina

Il Comune e la Regola di Borca si oppongono alla realizzazione di una centralina su ru de Rassola. Il sindaco Bortolo Sala e il marigo Gino De Ghetto hanno scritto in Regione per chiedere che venga sospeso immediatamente l’iter amministrativo della concessione idroelettrica data alla ditta Zollet Ingegneria. Per conoscenza la missiva è stata inviata anche al Comune e alla Regola di Vodo dato che il ru de Rassola attraversa anche il territorio di Vodo e alla ditta Zollet che ha presentato i progetti per la centralina idroelettrica. «Noi abbiamo espresso netta e ferma opposizione al rilascio della concessione idroelettrica», spiegano Sala e De Ghetto, «sia nelle commissioni istruttorie alle quali siamo stati coinvolti sia ora tramite la lettera che abbiamo inviato in Regione.

La Cascata di Borca generata dal ru de Rassola, incastonata alle pendici del monte Pelmo, alta circa 70-80 metri, che la ditta vorrebbe sfruttare le la sua centralina, rappresenta un delle bellezze più straordinarie delle Dolomiti che, giova ricordare, sono patrimonio dell’umanità Unesco. La cascata è situata all’interno di un sito di importanza comunitaria ed è inserita nello stemma del comune di Borca rappresentandone l’icona. In Veneto la legislazione in materia risulta di non lineare interpretazione riguardo alla salvaguardia di queste indubbie bellezze naturali, ma va detto che in altre località alpine, questa forma di tutela è invece assodata e normata.

Ad esempio la Regione Piemonte sancisce che le derivazioni di acque pubbliche a scopo idioelettrico sono da considerarsi inammissibili qualora insistano su porzioni di territorio individuate come “Aree ad elevata protezione”, nonché su aree soggette a vincoli paesaggistici ossia qualora comportino l’utilizzo di acque di sorgente o impattino su cascate naturali». «Anche il decreto del ministero dello Sviluppo economico nelle linee guida per le autorizzazioni degli impianti alimentati da fonti rinnovabili», concludono De Ghetto e Sala, «cita tra i criteri per l’individuazione di aree non idonee “le zone all’interno di coni visuali la cui immagine è storicizzata ed identifica i luoghi anche in termini di notorietà interazionale di attrattiva turistica”.

Riteniamo pertanto che la concessione idroelettrica sulla cascata di Borca sia inammissibile, sia in termini paesaggistici che ambientali, e pertanto abbiamo chiesto che venga sospesa con effetto immediato». (a.s)