Dal Corriere delle Alpi del 23 novembre 2019

La centralina della Valmontina nel mirino di Italia Nostra

Il ripristino post Vaia genera una lunga serie di domande tra gli ambientalisti Il sindaco Svaluto Ferro: «Il Comune non c’entra nulla e non vuole immischiarsi»

. L’associazione ambientalista Italia Nostra punta il dito contro la centralina idroelettrica della Valmontina, proprio in questi giorni oggetto di intervento di ripristino dopo gli ingenti danni causati dal passaggio della tempesta Vaia un anno fa. Il ripristino della centrale ha scatenato la reazione della sezione bellunese di Italia Nostra che, per bocca della sua presidente Giovanna Ceiner, ha posto una lunga serie di domande alla società Valmontina Srl, a partecipazione privata con il sostegno determinante del Bim. Una sorta di “interrogatorio”, stando alla sfilza di quesiti che ruotano attorno ad un presupposto: “Perché dopo giorni, nonostante le forti piogge, ci sono ancora quattro escavatori che lavorano 24 ore su 24 per dragare l’alveo del fiume?”.

«Le domande andrebbero rivolte ai proprietari del sito, non certo al Comune di Perarolo», ha replicato a muso duro il sindaco Pier Luigi Svaluto, «ho già avuto modo di interloquire in passato con le associazioni ambientaliste in merito ai lavori in Valmontina, e non intendo farlo un’altra volta; se non altro perché il Comune di Perarolo non è direttamente interessato dalla vicenda. Ci tengo però a chiarire come l’amministrazione comunale di Perarolo si sia già schierata apertamente e pubblicamente a favore delle energie rinnovabili. In quest’ottica il nostro lavoro proseguirà senza tentennamenti perché il futuro dei nostri luoghi passa dallo sfruttamento di energie naturali».

Già, ma quali sono queste domande? Eccole. Per quale motivo si continua a scavare? Quanti metri cubi di materiale sono stati spostati in valle? Qual è il costo dei lavori e chi li paga? Finita qui? Macché. Giù un’altra serie di quesiti: Sono forse previste ulteriori opere idrauliche faraoniche per difendere la centrale? Quale è il senso energetico di questa operazione che vede impegnati enormi mezzi che consumano tanto gasolio ed energia da giugno 2019? Perché dare incentivi a una produzione idroelettrica che comporta un così mostruoso dispendio di energia per mantenere in esercizio la centralina? Quale è il bilancio energetico? Cosa ha di verde questa operazione? Domande rivolte non solo al Comune di Perarolo, ma anche ad una lunga serie di soggetti interessati alla vicenda, a partire da Regione e Provincia.

«Vedremo se gli altri enti chiamati in causa risponderanno», ha aggiunto il primo cittadino di Perarolo, «per quanto mi riguarda la realizzazione di quella centralina ha ricevuto tutte le autorizzazioni del caso già due anni fa per cui non vedo il motivo per continuarne a parlare. È chiaro, a prescindere, che un’opera gravemente danneggiata dal passaggio di Vaia necessitava di una corposa opera di ripristino. Chi pensava che tutto sarebbe rimasto lì abbandonato al suo destino si sbagliava di grosso».

Svaluto conclude stizzito: «Non scherziamo, il Comune di Perarolo ha una lunga serie di problematiche legate al dissesto idrogeologico che tutti, purtroppo, conoscono benissimo. Il Comune di Perarolo non ha tempo da perdere dietro cose che lasciano il tempo che trovano. Rispetto le associazioni ambientaliste, ma è bene concentrarsi sulla realtà».—

Gianluca De Rosa