Meno sovracanoni, l’Enel rivuole indietro gli arretrati

Dal Corriere delle Alpi del 30 novembre 2016

Dal 2011 al 2014 ha versato al Consorzio 2,7 milioni in più
Approvata la convenzione con Green power, soldi ai Comuni

Meno sovracanoni, e l’Enel rivuole indietro gli arretrati

BELLUNO. In principio fu Enel. Nell’estate 2011 venne firmato l’accordo fra il Consorzio Bim Piave e Enel per le nuove rendite catastali degli impianti. Enel si impegnò a versare 3,8 milioni di euro di Ici ai Comuni bellunesi che ospitano sul loro territorio impianti idroelettrici (gruppi, centrali e opere di derivazione), a saldo dei crediti relativi alle annualità dal 2005 al 2011. Il cambio da Ici a Imu ha richiesto la sottoscrizione di un addendum alla convenzione, per permettere al Consorzio di incassare l’Imu per le annualità 2012 e 2013 e di girare le somme ai Comuni.

BELLUNO Un sorriso e una lacrima. Trattenuta, per ora, ma la preoccupazione di dover restituire ad Enel due milioni e 700 mila euro a causa della ridefinizione delle potenze delle centraline (dovuta al rispetto del deflusso minimo vitale) pesa come un mattone sopra la testa del Consorzio. La diminuzione delle potenze degli impianti ha comportato una riduzione dei sovracanoni idroelettrici, che rappresentano l’entrata principale per il Bim, anche per il 2016.

Ieri nell’assemblea dei soci è stata approvata l’ultima variazione al bilancio dell’anno, dove si vede la riduzione delle entrate di questo capitolo: -392.433,29 euro. Il Consorzio aveva stimato di incassare 7.917.128 euro all’inizio dell’anno dai sovracanoni, ha dovuto rivedere la previsione assestandola a 7.524.695 e spiccioli. È previsto un calo anche per il 2017, da 7.647.202 di previsione a 7.080.674. Una bella mazzata per le casse del Consorzio, anche perché tutti i soldi incassati vengono utilizzati per progetti sul territorio, a favore dei Comuni soci. In più, pesa come una spada di Damocle la richiesta fatta da Enel di restituire 2,7 milioni di euro, che il Consorzio ha incassato fra gli anni 2011 e 2014, quando le potenze delle centraline erano già state ridotte.

Sarebbero soldi in più e Enel li ha chiesto di restituirli. «Ma si tratta di una loro interpretazione», ha precisato a margine dell’assemblea il presidente del Bim Umberto Soccal. «I Consorzi Bim e FederBim ritengono che la richiesta non possa essere retroattiva». Dunque, secondo i vari Consorzi Bim, Enel potrebbe chiedere la restituzione delle somme versate solo a partire dal 2016.

È in corso una trattativa e Soccal è convinto si chiuderà nel corso del 2017: «Per il momento abbiamo accantonato delle somme in fondi vincolati in via prudenziale», ha concluso, «ma crediamo che sui sovracanoni il pregresso non sia dovuto». Sarebbe una salvezza, altrimenti il Consorzio dovrà restituire una cifra che, di fatto, rappresenta quasi un terzo delle sue entrate. Ieri, però, sono arrivate anche buone notizie.

È stato approvato lo schema di convenzione fra il Consorzio e Enel Green Power per il versamento dell’Imu dovuta a titolo di acconto per gli anni 2012, 2013 e 2014 sulla base di una rendita provvisoriamente determinata per le centrali idroelettriche presenti in provincia di Belluno, nonché della definizione di nuove modalità di conguaglio di quanto dovuto a saldo ai Comuni. Enel Green Power verserà 1.530.698,59 euro a diciotto Comuni. I soldi li incasserà il Consorzio, che poi li girerà ai Comuni. La cifra più consistente arriverà ad Auronzo, 299.173,95 euro, e a Calalzo (288.798,19). Quasi duecentomila euro arriveranno a Quero Vas (199.130,26), ma sorridono anche Feltre (145.989,72 euro) e Falcade (149.936,08 euro). Gli altri importi: Alano di Piave 3.665,59 euro; Cesiomaggiore 50.770,19 euro; Cibiana 61.490,83 euro; Comelico superiore 40.949,19 euro; Cortina 54.189,48 euro; Lamon 5.592,76 euro; Longarone 13.068,99 euro; Santo Stefano 5.999,73 euro; Sovramonte 6.484,91 euro; Taibon 4.497,23 euro; Val di Zoldo 81.197,27 euro; Valle di Cadore 54.651,70 euro; Vodo 65.112,52 euro.

Alessia Forzin