Regione Veneto: basta ambiguità

da Bellunopiù del 22 otobre 2015

REGIONE VENETO, BASTA AMBIGUITA’! E’ TEMPO DI AGIRE!
Il Comitato Acqua Bene Comune registra positivamente i sussulti di nuove opposizioni politiche ed istituzionali contro il perpetrarsi dello stillicidio di nuove richieste di centrali idroelettriche nella nostra provincia. Come comunità territoriale, mobilitata da oltre quindici anni intorno a questi temi, non possiamo accettare però la collusione nell’anonimato delle responsabilità di quanto accaduto e di quanto sta per accadere sui fiumi bellunesi dal momento che le competenze decisionali sono chiare così come i tempi ed i modi utili per intervenire.
Affermare come fa Zaia che “la legge nazionale purtroppo incentiva questi investimenti ed è evidente che il Piave non può essere artificializzato ancora di più..” o dire con Bottacin che il Governo e la Regione dovranno cambiare normative e procedure… è una piccola e facile ovvietà ma è anche stendere un velo sulle oltre 100 domande in essere di nuove concessioni di derivazione e soprattutto è il tentativo di spostare l’attenzione dei cittadini bellunesi da un’altra parte quando è proprio la Regione Veneto che gestisce tutta la procedura autorizzativa di questi impianti.
Assieme a moltissimi cittadine/i abbiamo dovuto ricorrere e vincere in cassazione contro le autorizzazioni regionali in Valle del Mis, abbiamo dovuto inoltrare un esposto alla Commissione Europea segnalando come nelle procedure regionali spesso non si sono rispettate Direttive U.E. di settore (la Commissione ha aperto una procedura di verifica EU PILOT 6011/2014), abbiamo dovuto inviare una diffida alla Regione sulla mancata attivazione della procedura di VIA su una trentina di impianti idroelettrici autorizzati dal 2009 ed abbiamo dovuto presentare opposizioni ed attivare mobilitazioni per bloccare molti interventi tra i quali anche quello “monstre” della Camolino/Busche.
Opportunismi ed ambiguità (vale anche per alcuni atteggiamenti di Enti Locali e della Provincia) non sono più accettabili, il re è nudo, il tempo delle decisioni e delle assunzioni di responsabilità è ora, la Regione può e deve interrompere le nuove concessioni semplicemente attuando in modo rigoroso, trasparente e puntuale le normative vigenti e rispettando il principio sovraordinato della tutela degli ecosistemi fluviali e dei reali interessi “comunitari” prevalenti.
Se quanto affermato/auspicato in questo comunicato non fosse considerato attendibile o praticabile, siamo ben disponibili ad un confronto pubblico di merito.
ADESSO BASTA CENTRALI!
Comitato Bellunese Acqua Bene Comune

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