Valle del Boite – Stop dal Tribunale al proliferare delle centraline

dal Corriere delle Alpi del 05 settembre 2015

SAN VITO Stop dal Tribunale al proliferare delle centraline
I giudici hanno accolto il ricorso contro la Regione Veneto presentato dalle Regole di San Vito e degli enti locali

VALLE DEL BOITE. Arriva la prima vittoria contro chi vuole realizzare centraline idroelettriche in valle del Boite. Il Tribunale superiore delle acque pubbliche ha integralmente accolto il ricorso proposto dalla Regola Generale di San Vito, dalla Regola di Chiapuzza e Costa e dalla Regola di Vallesella, Resinego e Serdes a cui si erano aggiunti ad adiuvandum i Comuni di Cortina, San Vito, Borca e Vodo, la Comunità Montana Valboite, la Magnifica Regola Grande dei monti di Vodo e la Regola di Borca.
Il Tribunale delle acque ha di fatto annullato la delibera della giunta regionale del Veneto n. 2100 del 2011 avente ad oggetto le procedure per il rilascio di concessioni di derivazioni d’acqua pubblica e per il rilascio dell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di impianti idroelettrici e ha condannato la Regione e la società Idroelettrica Alpina a pagare le spese processuali per 3.500 euro.
Questa sentenza, ottenuta dagli avvocati Alessandro Callegari di Padova e Michela Reggio d’Aci di Roma, è destinata a fare giurisprudenza. Il tribunale romano, infatti, ha stabilito che il provvedimento con il quale la Regione aveva preferito, tra i progetti di derivazione d’acqua sul torrente Boite presentati in concorrenza, quello della Idroelettrica Alpina, non è corretto. Per effetto della pronuncia dei giudici, per ora viene annullato il provvedimento con cui la Regione ha dato l’ok alla Idroelettrica Alpina che voleva realizzare sul torrente Boite una maxi centralina idroelettrica.
Ora la Regione dovrà ridefinire il procedimento emanando una nuova deliberazione, tenendo conto della pronuncia del tribunale delle acque. «Siamo contenti di questa prima vittoria», spiega il vicesindaco di San Vito, Andrea Fiori, «ma restiamo vigili. Ho personalmente condotto questa guerra contro coloro che abbiamo definito i “galleristi”, ossia ditte provenienti da fuori che volevano creare tunnel e gallerie per realizzare maxi centraline riducendo il nostro torrente Boite, che dà il nome alla valle, ad un rigagnolo. Siamo riusciti a creare un fronte comune e compatto con le Regole e le amministrazioni comunali limitrofe. Ora il tribunale superiore delle acque ci dà ragione. Credo sia un’importante affermazione degli interessi delle popolazioni della nostra valle che noi abbiamo portato avanti a scapito degli interessi degli operatori del settore dell’energia».
Ma non bisogna abbassare la guardia. «Ribadiremo in Regione, come abbiamo fatto per anni, che la normativa in merito alle concessioni idroelettriche va modificata. Si deve metter nero su banco che le Regole o i Comuni dovranno essere coinvolte ed avere voce in capitolo, sugli eventuali progetti di centraline. Noi non siamo contro le centraline e l’utilizzo di energie rinnovabili. Ma abbiamo un’idea di centralina, che è incarnata dal progetto proposto dalle Regole di San Vito, che si basa sulla volontà di non deturpare l’ambiente, sfruttando sì l’energia che l’acqua può dare, cercando di ricavare dei proventi da reinvestire nel territorio, ma senza danneggiare i fiumi. Noi», conclude Fiori, «le centraline le possiamo fare da soli, senza deturpare il territorio con gallerie e senza prosciugare i fiumi che hanno un valore sia ambientale e sia turistico. Torneremo a ribadire questo concetto in Regione forti della sentenza del tribunale delle acque».
Alessandra Segafreddo