Stop incentivi sull’idroelettrico. I comitati delle Alpi siglano un documento da portare a Roma

Dal Corriere delle Alpi del 12 novembre 2017

Stop incentivi sull’idroelettrico
Tutti i comitati delle Alpi siglano un documento

BELLUNO I Comitati che combattono l’ipersfruttamento idroelettrico dei corsi d’acqua parlano già con un’unica voce. E non da venerdì, quando il deputato del Pd Roger De Menech aveva chiesto agli attivisti di Acqua Bene Comune di organizzare una delegazione, rappresentativa di tutto l’arco alpino, per l’audizione in programma il 23 novembre con il viceministro allo Sviluppo economico. «Noi siamo più avanti di De Menech, visto che proprio oggi (ieri per chi legge) nella Casa dei beni comuni ci sarà l’assemblea di tutti i rappresentanti dei gruppi riuniti sotto la sigla Free rivers», spiega Lorenzo Bogo. Esponenti che poi, ieri sera, hanno relazionato sullo sfruttamento idroelettrico nel convegno organizzato al centro Giovanni XXIII.

La discussione di ieri alla Casa dei beni comuni è servita per delineare una strategia comune, e per elaborare il documento che sarà presentato al governo.Contiene un appello: cancellare gli incentivi sul mini-idroelettrico. «E chiediamo anche l’abolizione della pubblica utilità per questi impianti», spiega Lucia Ruffato. «Free rivers è nata proprio per chiedere l’eliminazione degli incentivi su questo genere di impianti, perché siamo di fronte ad un’emergenza nazionale e l’unico modo per risolverla è togliere quello che regge il sistema».

Il documento è sottoscritto da tutti i comitati dell’arco alpino.Intanto Acqua Bene Comune si prepara all’appuntamento del 23 novembre: «Ci saremo, ci stiamo organizzando», continua Bogo. «Il presidio di venerdì sera è pienamente riuscito. Il nostro obiettivo è avere una risposta definitiva dal governo su un tema che per il nostro territorio è fondamentale: quello del mini-idroelettrico. Li vogliamo cancellare o no gli incentivi che lo tengono in piedi?».

Una domanda che risuona in tutte le vallate alpine devastate dagli impianti per la produzione di energia elettrica dall’acqua. «Dalla Val d’Aosta alla Lombardia e fino alla Toscana ci sono mobilitazioni», prosegue Bogo. «Ma siamo fermamente convinti che un onorevole di questo territorio debba portare un’istanza territoriale nei tavoli del governo di cui fa parte». Dunque bene la delegazione nazionale, ma la voce di Belluno è già bella forte. E si fa sentire.

Lo farà anche il 23 novembre, a Roma. «In questi dieci anni abbiamo imparato a non farci alte aspettative, ma sulla battaglia sull’acqua abbiamo messo in campo tutti i metodi possibili: incontri, convegni, ricorsi in Europa. Ci sono stati anche momenti più di tensione, come a Limana e al presidio di venerdì sera. Ma se non fossimo arrivati a tanto non avremmo raggiunto l’obiettivo di incontrare un esponente di governo». Avanti tutta, dunque.

Alessia Forzin

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