Il MISE annuncia la revisione degli incentivi

Comunicato stampa Comitato Bellunese Acqua Bene Comune, 15 dicembre 2017

Come molti già sapranno il 23 novembre scorso abbiamo incontrato a Roma al MISE la Vice-Ministra dello Sviluppo Economico Teresa Bellanova. L’incontro in sé non ha avuto grandi effetti (si trattava di un’audizione) se non la possibilità di aprire, per la prima volta, un canale diretto di comunicazione con alcuni esponenti del Governo e del Ministero dello Sviluppo Economico.

Canale che stiamo utilizzando per fornire alle autorità competenti tutto il materiale a nostra disposizione per descrivere al meglio quelle che sono le conseguenze dell’iper-sfruttamento idroelettrico sui torrenti e fiumi di montagna causate dalla speculazione prodotta dagli incentivi governativi.

Questo è il motivo per cui in questi giorni abbiamo preferito non esprimere nessuna posizione pubblica sugli esiti dell’incontro, preferendo concentrarci su un lavoro “più sotterraneo” ma utile alla produzione-raccolta del più vasto dossier possibile sulla situazione.

Lavoro che sta producendo alcuni risultati che dovranno però essere misurati nella concretezza del decreto sul rinnovo degli incentivi che regolerà il settore fino al 2020.

Questi piccoli risultati sono ben descritti dalla risposta del MISE all’interrogazione di due parlamentari (Civati, Pellegrino) (clicca qui per leggerla) che nei primi giorni di dicembre hanno chiesto in Commissione al Governo di chiarire la propria posizione sul tema degli incentivi al mini-idroelettrico.

Il MISE ha dichiarato che ci sarà una rimodulazione dell’incentivazione:

Per quanto riguarda il livello dell’incentivazione, la parte condivisibile di quanto affermato nell’atto in parola è che esiste indubbiamente un nesso tra incentivi elevati e pressione dei progetti sui territori, come già si è visto nel caso del fotovoltaico, e questo non aiuta i territori a gestire al meglio il processo di crescita delle installazioni. Al riguardo, considerando da un lato il target elevato del 55% e dall’altra la necessità di contenere l’impatto degli incentivi stessi sulle bollette elettriche, i futuri incentivi per le energie rinnovabili dovranno essere maggiormente orientati verso tipologie impiantistiche più efficienti, essere più contenuti e stimolare alla riduzione dei costi, in particolare i piccoli impianti che oggi godono ancora di un livello di sostegno elevato.

Con il decreto oggi in lavorazione, che coprirà il periodo fino al 2020, sarà attuata questa revisione degli incentivi e rafforzati gli stimoli verso l’efficienza, anche per i piccoli impianti.”

Queste affermazioni del MISE, per la prima volta messe nero su bianco, sono importanti perché confermano quanto stiamo dicendo da anni e aprono uno spiraglio (ancora poco tuttavia) alla messa in discussione dell’incentivazione al mini-idroelettrico.

Certo, niente di rivoluzionario al momento, ma è un primo risultato significativo che va valorizzato e ci deve dare la giusta motivazione a proseguire la battaglia.
La battaglia, infatti, deve continuare perché, seppur qualcosa si sta muovendo, a Roma si continua tuttavia a considerare le nostre richieste eccessivamente drastiche, a sottovalutare la situazione che si è creata nei territori, a fare affidamento sul quadro normativo esistente (o futuribile) e su una programmazione che oramai è oggettivamente impossibile, perché andava fatta prima di permettere la presentazione delle migliaia di domande attualmente in itinere.

Al MISE si fatica o non si vuol capire che il problema da risolvere urgentemente sono le 2000 domande già presentate in Italia e le 100 ancora in autorizzazione in Provincia di Belluno, per le quali, come abbiamo ben visto in questi anni, si è creato un meccanismo diabolico in virtù del quale per esse non vale alcuna programmazione, né legge, né regolamento.

Tanto è vero che a Belluno, ma anche in tutta Italia, i cittadini e le Amministrazioni comunali continuano a spendere tempo e decine di migliaia di euro per tutelare ambienti che avrebbero tutte le caratteristiche per essere già tutelati dalla normativa come il Grisol, Liera, Maè ,Ru Bosco, Sarzana ,Mis, Andraz….

Quindi c’è ancora molto da fare e, ripetiamo, dobbiamo aspettare di verificare i contenuti del prossimo decreto prima di qualsiasi considerazione più approfondita. Tutto può ancora succedere. Non solo in meglio, lo sappiamo. Le lobbies dell’idroelettrico infatti sono molto forti e anche loro staranno sicuramente lavorando intensamente…

Che non si pensi male, non ci stiamo riferiamo all’incontro avvenuto a Belluno nei giorni scorsi tra il presidente della Commissione Ambiente della Camera Realacci (PD) e Confidustria Dolomiti. Tuttavia ci è apparso insolito che il parlamentare De Menech, che fungeva da cicerone, si sia “dimenticato” di avvisarci dell’arrivo a Belluno di una tale figura istituzionale con la quale ci saremmo voluti sicuramente confrontare.

Vabbè… che dire…. non resta che proseguire la battaglia ed è per questo che stiamo pensando all’apertura di una nuova Campagna…

Per far muovere Roma bisogna continuare a spingere….

To be continued

#adessobastacentrali #adessobastaincentivi

Comitato Bellunese Acqua Bene Comune


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