Il 2017 batte il record del caldo, vitale rispettare l’accordo di Parigi

Dal Corriere delle Alpi del 7 novembre 2017

COOP 23 – Il 20217 batte il record del caldo
Da Bonn un monito al mondo: “Vitale rispettare l’accordo di Parigi”

ROMA Il 2017 sarà molto probabilmente uno dei tre anni più caldi di sempre. Il dato, emerso da uno studio dell’Organizzazione metereologica mondiale, fa da monito all’apertura dei lavori della conferenza mondiale delle Nazioni Unite sul clima, che si è aperta a Bonn. La responsabile del segretariato dell’Onu Patricia Espinosa ha subito spronato l’assemblea: «Adesso dobbiamo agire». L’accordo di Parigi va mantenuto e rispettato, ha aggiunto Frank Bainimarama, premier delle isole Fiji, che presiedono il vertice, ospitato dalla Germania. Il summit è ritenuto in effetti decisivo per puntellare l’accordo sul clima siglato a Parigi e procedere verso i regolamenti per attuarlo, dopo la clamorosa decisione presa dal governo di Washington di uscirne. Il temuto «effetto domino», però, non c’è stato: Usa e Siria sono gli unici Paesi delle Nazioni unite a essersi chiamate fuori dall’intesa.

E anche sugli Stati Uniti la speranza di un ripensamento rispetto al passo indietro non è affatto sepolta.Tecnicamente non potranno uscirne prima del 2020, c’è tempo, e tante cose possono ancora accadere, ha affermato ieri la ministra tedesca dell’Ambiente, Barbara Hendricks.La Germania intanto, attraverso la delegata del governo Merkel, ha annunciato di voler stanziare altri 50 milioni di euro per le isole a rischio: ne aveva già destinati 190 al fondo concepito per questa emergenza. E da Berlino arriva anche la volontà di diminuire le emissioni del 40% rispetto al 1990, entro il 2020. Mentre a Bonn, 25mila persone provenienti da 195 Paesi del mondo, prendevano parte al cosiddetto Cop23 (23esima Conferenza delle parti), a Berlino l’allarme sul clima ha creato un rimbombo sulle trattative in corso fra Unione Liberali e Verdi per la formazione del governo.

L’Fdp ha sempre detto di riconoscersi negli obiettivi di Parigi, ma pur volendo rispettare gli obiettivi posti per il 2030 e quelli per il 2050, vorrebbe rallentare le politiche per gli obiettivi del 2020. I Verdi, dall’altro lato, non demordono: «Il clima va tutelato, altrimenti i colloqui termineranno velocemente», ha ribattuto la Verde Simone Peter. Ma anche Angela Merkel ha a cuore le politiche sul clima. É stata la cancelliera a evitare contagi, al G20 di Amburgo, isolando gli Usa sulla scelta di Parigi. E ieri ha fatto sapere che la tutela del clima è uno dei temi che più stanno a cuore all’Unione. Sarà al centro del tavolo per il prossimo governo.

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