Convegno contro lo sfruttamento idroelettrico della montagna “Adesso basta incentivi”

Dal Corriere delle Alpi dell’11 novembre 2017

Domani convegno contro lo sfruttamento idroelettrico della montagna
«Basta incentivi per le centraline»

BELLUNO “L’iper-sfruttamento idroelettrico nell’arco alpino. Esperienze a confronto”. Questo il titolo del convegno che si svolgerà domani alle 20.30 a Belluno, al Centro Giovanni XXIII.Organizzato nell’ambito della campagna “Adesso basta incentivi”, l’evento è promosso da Comitato bellunese Acqua Bene Comune, Peraltrestrade, Italia Nostra sezione di Belluno e Coordinamento nazionale tutela fiumi – Free Rivers Italia, che raggruppa associazioni e comitati delle regioni alpine. L’incontro approderà alla firma di un documento da far pervenire al Governo, che sta discutendo proprio in queste settimane il nuovo decreto incentivi.

«La necessità di ridurre le emissioni di gas serra da combustibili fossili, che influiscono sui cambiamenti climatici, ha dato il via a molti “imbrogli ecologici” che rischiano di peggiorare la situazione invece di contribuire a risolverla», sottolineano gli organizzatori. «Uno di questi “imbrogli” è senz’altro lo sfruttamento dei residui corsi d’acqua per produrre energia elettrica, una vera e propria “corsa all’oro blu” scatenata in Italia dagli incentivi governativi alle rinnovabili, con la richiesta di migliaia di nuovi impianti di derivazione che intuberanno altri 3.000 km di fiumi per un contributo energetico irrilevante e con costi miliardari a carico dei contribuenti».Il problema non riguarda solo la provincia di Belluno, bensì tutto l’arco alpino e gli Appennini.

Alla serata di domani interverranno Rosetta Bertolin, Legambiente Valle D’Aosta; Filippo Ballarin, Associazione Salvaguardia Val Mastellone Piemonte; Dario Tosoni, Legambiente Friuli Venezia Giulia; Mauro Finotti, Comitato permanente per la salvaguardia delle acque trentine; Giovanni Curti, Valtellina e Valgrosina, Lombardia; Elisa Cozzarini, giornalista e autrice del libro “Acqua Guerriera. «Nel corso della serata verranno messi a fuoco i motivi per i quali siamo arrivati alla conclusione che l’unico modo di fermare lo scempio in atto è che il Governo chiuda il “rubinetto” degli incentivi», dicono ancora i promotori della serata, «facendo così cadere l’interesse a realizzare gran parte delle 2.000 “centraline” in istruttoria (un centinaio solo nel Bellunese)».(m.r.)

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *