Centraline sul Piave a Ponte nelle Alpi: barricate del Comune

Dal Corriere delle Alpi del 9 agosto 2018 –

Oggi il vertice con le ditte che vogliono realizzarne due.
Il sindaco Vendramini: «Ci opponiamo allo sfruttamento»
Centraline sul Piave: barricate del Comune

PONTE NELLE ALPI Gli amministratori pontalpini sono pronti ad ascoltare la relazione dei progettisti, ma non verrà fatto alcun passo indietro rispetto alla posizione sostenuta da tempo e ricordata dal sindaco Paolo

Vendramini: «Ci opponiamo a qualsiasi ulteriore sfruttamento del fiume Piave e dei nostri corsi d’acqua». Una posizione che verrà ribadita oggi, in occasione del sopralluogo della ditta Eneralt Srl e della concorrente Laut Srl, che hanno presentato ciascuna un progetto per costruire un impianto idroelettrico a Cadola, sulla scogliera sul Piave sotto il ponte ferroviario.I progettisti arriveranno in municipio alle 9.30. Ci saranno anche i tecnici della Provincia. Rispetto al tavolo dei mesi scorsi per il progetto della Reggelbergbau, che era già in fase di Valutazione di incidenza ambientale (da cui la presenza del Comitato tecnico regionale Via), in questo caso si è ancora al passaggio preliminare.

All’illustrazione dei piani progettuali seguirà un sopralluogo nell’area dove le due ditte intenderebbero realizzare una centralina: quella dell’altoatesina Eneralt avrebbe potenza di 249,23 kw, l’impianto della padovana Laut di 439,70 kw. Le incompatibilità restano comunque le stesse e il Comune le ha elencate in una delibera di giunta approvata pochi giorni fa. Dal punto di vista urbanistico, gli interventi ricadono in area non idonea per la fragilità di natura geologica, ma non solo: in base al Pat, per ogni trasformazione urbanistica deve essere effettuata una valutazione del comportamento idraulico in assenza e presenza delle opere previste.

Nessuna delle due ditte ha fatto questo tipo di analisi. Le opere in progetto andrebbero anche a deturpare ambiente e paesaggio vicino all’itinerario ciclabile. Sul fronte idraulico e ambientale gli impianti, oltre a determinare un rilevante impatto visivo, sono privi dei più elementari accorgimenti volti a sicurezza e tutela delle persone, senza contare gli effetti negativi sull’habitat, e quindi sulle specie ittiche, del corso d’acqua. Lo sbarramento in progetto scollegherà localmente i due tratti dell’asta idraulica del Piave. Le osservazioni del Comune prendono in considerazione anche gli elementi storici e culturali: l’asta del Piave patrimonio irrinunciabile per la comunità e le testimonianze dei passi barca stabili ancora presenti in località La Nà.

Delibera e documenti sono stati inviati al Servizio acque della Provincia, ma anche in Regione, Arpav, Soprintendenza, ministero Sviluppo, Genio civile, Enel, Rfi, ente Autostrade.

Martina Reolon BY NC ND