Centrale Valsabbia, sentenza rovesciata per l’attivista Paulon

Dal Corriere delle Alpi del 17  mazo 2017

Centrale Valsabbia, sentenza rovesciata per l’attivista Paulon

GOSALDO Assolto in Appello perché il fatto non sussiste.

Nico Paulon, l’attivista condannato in primo grado dal tribunale di Belluno per la protesta del novembre 2013 contro il mancato ripristino del cantiere della centrale Eva Valsabbia, ha visto ribaltata la sentenza dalla Corte d’Appello di Venezia. È stata la stessa Procura generale a chiedere l’assoluzione di Paulon, difeso dall’avvocato Gino Sperandio. In parole povere l’attivista che aveva firmato i preavvisi di presidio inviati al questore di Belluno nei giorni precedenti al raduno di protesta non aveva disobbedito all’ordine del questore di non entrare nell’area indicata: la manifestazione si era infatti svolta in un’altra zona e in un’altra giornata.

Acqua bene comune ha espresso soddisfazione per la sentenza a favore dell’attivista che «insieme a noi tutti aveva simbolicamente ripulito una discarica abusiva in Valle del Mis, Patrimonio mondiale dell’Umanità. L’iniziativa aveva lo scopo di sollecitare le autorità competenti ad accelerare la procedura di ripristino ambientale dei luoghi (tutt’oggi ancora da compiere…) dopo il blocco della centrale idroelettrica».

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